03 Prakriti e Purusha
Prakriti e Purusha
Lo Yoga come Darshana riprende l’impianto filosofico di un altro Darshana:Il Samhkya.
Questi due “punti di vista” hanno tanti elementi in comune che caratterizzano il loro pensiero. La realtà per entrambi è basata su due principi opposti. Prakriti e Purusha!
In modo riduttivo, si potrebbe tradurli come “natura” e “coscienza”!
La Natura (Prakriti) comprende tutto il mondo fisico e tutta la mente, con tutte le sensazioni, emozioni, pensieri. Anche se ci consideriamo “animali evoluti” l'intelletto ed il senso dell'io sono prodotti della Natura.
La mente, i sentimenti, i pensieri sono materiali come il frullatore che abbiamo in cucina e non “spirituali”!
Prakriti è un divenire, un continuo mutamento e intreccio dovuto all’ alternarsi di 3 “fasi “:
1 Equilibrio/purezza (Sattva).
2 Movimento/Frenesia (Rajas).
3 Staticità/Apatia (Tamas).
Prakriti dovremmo esserci, non è un concetto troppo difficile da capire.
E Purusha invece ? chi è ? Cosa è ? Questo invece è un po’ più sottile.
Purusha è “l’ omino che osserva”. Coscienza, luce silenziosa, immobile, pura consapevolezza, presenza, immutabile eterna coscienza....uno “Spettatore”che immerso nel mondo ha dimenticato sé stesso e si è identificato con lo spettacolo!
(Un po’ come lo spettatore del post 02).
Il cammino dello yoga ha come scopo quello di consentire al praticante di capire la differenza tra il mondo manifesto e transitorio (Prakriti/natura) ed il suo conoscitore permanente( Purusha/osservatore).
Ma cosa accade nel momento in cui il praticante comprende l’ inganno ?
Dividerà le acque come Mose’? come Abatantuono inizierà a “svulazzare” come il mago di Segrate ?
Magari non lieviterà e non camminerà sulle acque ma forse potrà accettare i continui mutamenti del mondo manifesto (Prakriti) in modo distaccato, mentre isola se stesso dal corpo, dalla mente e da tutte le forme dell’esperienza della vita materiale.
In fondo il nostro corpo a ben guardare è poco più di un capo di alta sartoria!
Infatti, l’essere fisico di una persona ed il suo essere spirituale, rappresentano, due differenti livelli di esperienza e di realtà.
Questo concetto crea quindi una fondamentale divisione tra corpo, (materia) da una parte ed anima (spirito) dall’ altra.
La confusione tra questi due principi è vista come l’origine dell’ignoranza, dell’illusione (Maya).
È probabile che abbiamo già sentito parlare del “velo di Maya”... concetto ripreso dal nostro filosofo Schopenhauer (tra i primi a riflettere sulle influenze dei sistemi orientali) per parlare però di qualcosa già ben noto da diversi millenni negli antichi Darshana!
Questa illusione purtroppo non ci permette di vedere come stanno realmente le cose, in quanto la luce dell’anima, Purusha, viene nascosta ed intrappolata nel campo materiale e nel mondo delle forme, Prakriti.
In alcuni antichi testi viene addirittura indicato molto poeticamente dove ridiede il nostro Purusha, ovvero in una piccolissima “stanza” nella profondità del nostro cuore.
La continua disciplina che ricerca lo yogi è fondamentale per aiutare il nostro “omino” a pulire gli occhiali sporchi che porta!! Rendere più chiara la sua visione.
Lo yoga potrebbe essere paragonato a una salvietta in grado di pulire le lenti degli occhiali.
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