04 Yoga Sutra di Patanjali
Lo yoga è uno dei 6 principali Darshana Indiani. Come tale ha un impianto filosofico che spiega l’universo manifesto in modo dualistico tramite la figura di Purusha e Prakriti .
Come gli altri Darshana ha personaggi di riferimento ben precisi e testi antichi che ne descrivono le caratteristiche.
In realtà le radici dello yoga sono ben più antiche del periodo dei Darshana ma identifichiamo in quel periodo Il testo di riferimento dello yoga, ovvero :”lo yoga sutra” di Patanjali. Un testo apparentemente semplice composto da quasi 200 aforismi con funzione molto evocativa e poco descrittiva.
Risale a circa 500 anni a.c. E secondo le ultime teorie pare che ciò che si trova al suo interno sia una sorta di “raccolta” delle conoscenze del periodo.
Patanjali in realtà non creò nulla ma mise insieme il, “puzzle” delle conoscenze del tempo. Egli descrive i mezzi idonei attraverso i quali raggiungere il controllo della propria mente ed entrare in contatto con il proprio Sé.
Detta così sembra una cosa abbastanza semplicistica...ma in realtà i sutra sono forse uno dei più grandi trattati inerenti lo studio sulla psiche umana.
La comprensione dei sutra passa spesso attraverso un commentario. Il più importante dei commentari è sicuramente quello di Vyasa che risale a qualche centinaio di anni dopo la stesura del testo. Questo commentario secondo molti accademici è in realtà parte integrante del testo e dovrebbe sempre affiancarne lo studio.
Tutti gli altri commentari che potete trovare in giro sono da considerarsi dei sub-commentari, che spesso si riducono a interpretazioni personali degli autori (per quanto interessanti possano essere).
I sutra parlano di yoga da un punto di vista sottile, cioè analizzano sopratutto gli aspetti inerenti la meditazione e il controllo dei flussi mentali. Parlano in realtà di quello che viene conosciuto come Raja Yoga, ovvero di quella parte dello yoga che può portarci agli stati alti di consapevolezza e di “super coscienza “.
In questo testo ad esempio non si parla quasi per niente di Asana e Pranayama se non per darne una definizione generale. Patanjali lascia a testi secondari l’ approfondimento della parte fisica della pratica.
( Ricordiamoci che l Hatha yoga che tutti pratichiamo attualmente arriverà quasi 2000 anni dopo).
I sutra non sono un semplice testo da leggere, sono un po’ come la Bibbia per un Cristiano, accompagnano l’ esistenza del praticante sempre. La loro comprensione è difficile sopratutto se non abbinata alla “pratica” nella vita di tutti i giorni.
La comprensione di alcuni sutra richiede spesso l’abbandono di schemi mentali radicati nelle nostre vite piene di attaccamento e di sofferenza data dall’ identificazione nei nostri pensieri.
Personalmente ritengo che per praticare yoga non sia essenziale studiare e conoscere i sutra, per lo meno non subito, all’inizio del proprio cammino.
Lo yoga a differenza di tutti gli altri Darshana è un sistema che richiede la pratica per la sua comprensione.
Se sei un grande studioso accademico ma non pratichi i diversi rami (compresi quelli fisici di Asana e Pranayama) non potrai mai capirlo a fondo.
Vyasa diceva “solo con lo yoga si può capire lo yoga”.
Donna Farhi dice “per praticare e sperimentare che lo yoga funziona non è necessario conoscerne a fondo il pensiero filosofico e il suo impianto costruttivo...non più di quanto sia importate conoscere come funziona l’ universo perché esso funzioni”.
In Patanjali troviamo tanti elementi interessanti da poter studiare e riportare anche nella nostra pratica di Asana e Pranayama,ma non è detto che ciò accada da subito.
Approfondire la pratica con la lettura e lo studio dei testi antichi è molto interessante e stimolante.
Può darsi che inizialmente riusciate a praticare “solo”sopra un tappetino...ma piano piano quella quiete, quella concentrazione, quel senso di presenza e di “qui e ora “possono migrare verso la vita di tutti i giorni.
Imparando la non violenza, il non attaccamento, la pulizia, la continenza, l’austerità e tutti gli altri principi morali dello yoga sul tappetino sarà forse più facile portarli con noi nella vita di tutti i giorni.
Il miglior libro sullo yoga che possiate leggere non ha copertina e non ha parole scritte. Il libro migliore è la vostra pratica sopra e fuori da tappetino solo con quella tutto arriverà e diventerà sempre più chiaro.
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